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Lavoro- il mancato diritto

I dati sull’occupazione giovanile in Italia sono sempre più allarmanti. Ecco perché ora tutti gli occhi sono puntati sulla riforma del lavoro del Ministro Elsa Fornero.

© daxuomovolante - Fotolia

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Secondo gli ultimi dati Istat l’occupazione giovanile (18 e 29 anni) continua a diminuire drasticamente. Nei primi tre mesi del 2011 l’occupazione ha subito una flessione del 2,5% che equivalgono a 80.000 posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è sceso nel primo trimestre del 2011 del 20,5%, mentre nel terzo trimestre del 18,6%. Considerando la fascia d’età tra i 15 e i 24 anni la disoccupazione sale purtroppo addirittura al 31%, il più alto tasso dopo la Spagna a livello europeo.

Il Presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, spiega che, nonostante ci sia stata una diffusione del lavoro parziale e quindi una crescita dell’occupazione femminile, l’Italia ha ancora tassi di impiego part time notevolmente sotto la media europea.
Leggendo questi dati non si direbbe che l’Italia sia una Repubblica fondata sul lavoro. L’introduzione della nuova riforma del lavoro, prevista a breve in Italia, dovrebbe ridare ai giovani quel diritto che oramai sembra si stia perdendo. Il lavoro è infatti un principio fondamentale e addirittura fondante (art. 1) della Costituzione della Repubblica Italiana.
Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero ha promesso, dopo gli ultimi dati Eurostat sui bassi stipendi italiani rispetto alla media europea, una riforma che riporta i capitali in Italia. L’ultima ricerca svolta da Eurostat ha evidenziato che le retribuzioni italiane sono la metà di quelle in vigore in Olanda ed in Germania. È quindi evidente che nel Belpaese sia necessaria una riforma del lavoro che aumenti l’occupazione giovanile e i salari. Il Ministro del Lavoro vuole puntare soprattutto sulla flessibilità e spiega che non si tratta solo di un criterio richiesto dall’Europa, ma è una necessitá fondamentale  nell’interesse dei giovani.