Una forma antichissima di contratto di lavoro sembra voler tornare in auge nel prossimo futuro; parliamo del contratto di apprendistato. Dal Medioevo ad oggi infatti i giovani apprendisti hanno sempre lavorato nelle aziende che offrivano questo tipo di assunzione, oggi si riparte proprio dall’apprendistato come forma di lavoro qualificante e meno precaria tra tutti i contratti di lavoro a tempo determinato.

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I concetti di base del contratto di apprendistato partono dal fatto che esso debba assicurare al giovane un periodo di formazione adeguato con una retribuzione ridotta rispetto a quella degli assunti più qualificati. I vantaggi per le aziende che scelgono di assumere come apprendisti i giovani e i meno giovani sono di carattere fiscale, possono comunque licenziare senza gli stessi vincoli giuridici che avrebbero con un assunto indeterminato e ricevono contributi nel caso vogliano assumerlo in pianta stabile.
Stando ai dati i giovani che sono passati da apprendisti a impiegati veri e propri sembrano confermare che l’apprendistato sia la porta d’ingresso più sicura alla volta del posto fisso. Secondo le cifre comunicate dal rapporto Isfol infatti nel 2010 gli apprendisti che sono passati a contratti a tempo indeterminato sono aumentati del ben 12%, nonostante la crisi. Nel Nord l’11,7% in più, nel Centro il 19,6% in più e nelle Regioni meridionali il 5,4%.
Per il momento la maggior parte degli sbocchi dei contratti di apprendistato riguarda quelle aziende a carattere artigianale, anche se si piazza molto bene il settore del commercio. Sono le ragazze a primeggiare nella classifica degli apprendisti che si vedono trasformare il contratto determinato in indeterminato e maggiori chances le avranno anche gli ultracinquantenni, per i quali sarà possibile reintegrarsi nel mondo del lavoro, grazie a questo tipo di contratto.
