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Rapporto giovani. Indagine dell’Istituto IARD sulla condizione giovanile in Italia
“Rapporto giovani. Sesta indagine dell’Istituto IARD sulla condizione giovanile in Italia”, a cura di Carlo Buzzi, Alessandro Cavalli, Antonio de Lillo, Il Mulino 2007
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Frutto tra i più importanti dell’esperienza maturata in più di 40 anni di attività è il “Rapporto giovani”, realizzato dall’Istituto IARD ogni quattro anni, dal 1984, e edito da Il Mulino. Caso pressoché unico in Italia e in Europa, il Rapporto Giovani costituisce una preziosa osservazione della dinamica di atteggiamenti, opinioni e comportamenti dei giovani italiani, in un arco di tempo più che ventennale.
Già da diversi anni, le indagini condotte dall’Istituto IARD hanno segnalato come alcune tra le tendenze emergenti fossero anticipate dalle nuove generazioni. Caratteristica rilevante della popolazione giovanile risulta essere la creazione di nuovi bisogni, nuovi valori e nuovi sistemi di significato, sia nella sfera privata che nel rapporto che lega il giovane cittadino alla pubblica amministrazione.
La crescente importanza attribuita alla riflessione sui giovani e sulle politiche giovanili non va pertanto letta come l’espressione di una «emergenza» o di una particolare problematicità, ma come una scelta fondamentale per poter comprendere cosa sarà la società del prossimo futuro.
Come nelle precedenti indagini, sono stati mantenuti costanti la metodologia, lo schema di campionamento e gran parte degli ambiti indagati, allo scopo di salvaguardare la possibilità di monitorare la dinamicità degli atteggiamenti e dei comportamenti giovanili negli anni, ma con un’apertura ad aree e tematiche di particolare interesse, che riflettono le più importanti trasformazioni culturali della società del nuovo millennio.
Condotta su un campione nazionale rappresentativo di circa 3.000 giovani di età compresa fra i 15 e i 34 anni, l’indagine dell’Istituto IARD rappresenta un punto di riferimento per genitori, educatori, operatori e politici: tutti quegli adulti che quotidianamente devono confrontarsi con i giovani e che spesso hanno difficoltà a cogliere i segnali che vengono dal loro modo di comportarsi e dal loro stile di vita.
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