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Terza indagine nazionale sulle condizioni di vita e di lavoro degli insegnanti nella scuola italiana


La condizione degli insegnanti è oggetto di dibattito, anche in relazione ai segnali di disagio rilevati e spesso amplificati dai media e alle trasformazioni indotte dai cambiamenti nella popolazione scolastica, dove cresce costantemente la quota di giovani immigrati.
È perciò utile approfondire le tematiche del cambiamento che riguardano direttamente gli insegnanti: sono loro, infatti, le figure centrali per cogliere come oggi la scuola affronta le tematiche sociali emergenti, sia in merito alle esigenze formative che da queste scaturiscono, sia nella esperienza quotidiana nelle classi. Un ulteriore, ma cruciale, motivo per indagare la condizione degli insegnanti è la necessità di governare il cambiamento sulla base di una conoscenza empiricamente fondata delle loro opinioni sulle possibili vie da intraprendere; è necessario, infatti, fare in modo che le riforme della scuola trovino adeguato consenso presso gli insegnanti, onde impedire che le disposizioni legislative si scontrino con ostacoli nel momento della loro concreta implementazione nella scuola. In effetti, senza la cooperazione degli insegnanti, le riforme rischiano di non aver gli effetti auspicati e di generare nella scuola solo sterili processi di adeguamento formal-burocratico.

Nel nostro Paese sono già state condotte due ampie indagini nazionali sulle condizioni di vita e di lavoro degli insegnanti, nel 1990 e nel 1999, entrambe realizzate dall’Istituto IARD con il sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione, che hanno consentito di rilevare in modo diacronico l’evoluzione nel tempo delle condizioni di lavoro, degli atteggiamenti e delle pratiche educative dei docenti.

I nove anni trascorsi dall’ultima rilevazione sono stati densi di cambiamenti nel mondo scolastico, anche in ragione delle nuove questioni che la società pone alle istituzioni formative. Il Ministero della Pubblica Istruzione e la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo hanno pertanto aderito alla proposta dell’Istituto IARD di avviare la Terza indagine nazionale sulle condizioni di vita e di lavoro degli insegnanti nella scuola italiana, al fine di approfondire l’impatto di tali cambiamenti sulle politiche scolastiche, le strategie educative e le pratiche didattiche. La nuova rilevazione consentirà di disporre di dati comparativi relativi al 1990, 1999 e 2008 sulle caratteristiche socio-demografiche degli insegnanti, la formazione iniziale e l’aggiornamento; l’immagine della professione, relativamente al prestigio, al riconoscimento sociale e alla soddisfazione per i diversi gradi dell’insegnamento; la pratica didattica e la valutazione dell’ apprendimento; il rapporto tra scuola e società, le relazioni con le famiglie, gli studenti e il dirigente scolastico. La Terza indagine Insegnanti si basa sull’analisi delle interviste condotte sul campo da SWG presso un ampio campione di docenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. La ricerca prevede anche due analisi integrative: una sulla figura del dirigente scolastico nella scuola dell’autonomia, fortemente voluta dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, e l’altra sugli investimenti in formazione delle famiglie di studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado per conto dell’Associazione Italiana Editori.

Come per le precedenti edizioni, anche la Terza indagine Insegnanti darà luogo a una pubblicazione con Il Mulino.

Prof. Alessandro Cavalli
Direttore Scientifico del progetto

 

 
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