
I dati sulla disoccupazione giovanile sono molto preoccupanti. Ma c’é un settore nettamente in crescita in cui sono richieste figure professionali. Stiamo parlando dei cosiddetti “green jobs”. Giovani esperti nel campo della sostenibilità infatti entrano più facilmente nel mondo del lavoro e hanno in media contratti più duraturi e stabili. Questo è quanto emerso da una ricerca di Unioncamere dal titolo “GreenItaly”. I risultati dell’indagine curata da Symbola e da Unioncamere sono stati presentati nel corso della 21° edizione di JOB&Orienta. Il rapporto ha dimostrato inoltre come tra il 2008 e il 2011 siano aumentati...

La Commissione Europea ha lanciato una campagna molto interessante che ha come obiettivo quello di fare entrare con più facilità le donne nel mondo della ricerca scientifica. Stiamo parlando dell’iniziativa “Science: it’s a girl thing”, ovvero “la scienza: un gioco da ragazze”, dedicata a studentesse tra i 13 e i 18 anni. Lo scopo è di aumentare le quote rosa nei campi scientifici in Europa. Molti studi hanno infatti dimostrato che c’é ancora molto lavoro da fare per combattere i classici stereotipi di genere. Inoltre da alcune ricerche è emerso che i gruppi di ricerca...

Il fatto che sempre meno giovani popolano l’Europa è risaputo, ma che effetti ha questo fenomeno sulla nostra società? Si stima che nel 2050 la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi, con un incremento di 6,6 miliardi rispetto a 100 anni fa. La crescita della popolazione è dovuta soprattutto all’aumento dell’aspettativa media di vita. Negli ultimi 100 anni l’attesa media di vita è più che raddoppiata. Inoltre, soprattutto in Occidente, si sta assistendo a un altro fenomeno, destinato a diffondersi rapidamente anche in altre parti del mondo, si fanno sempre meno figli. La piramide d’età...

Parliamo di crisi, parliamo di disoccupazione, parliamo di giovani. Leggere i quotidiani è quanto mai demotivante per un giovane laureato in cerca di occupazione, sembra che dal 1999 la disoccupazione abbia toccato record storici e i più svantaggiati, oltre alle donne, sono proprio i giovani. Categoria difficile da inquadrare nella moltitudine generazionale e culturale che li rappresenta, vanno dai ragazzi laureati che nonostante il foglio di carta non sanno esprimersi neanche in un italiano grammaticalmente corretto, a quelli che invece di capacità e di impegno ne hanno da vendere. E tra questi tanti decidono di...
Le assenze sul lavoro per cause di salute comportano spesso una ricaduta negativa sulla produttività dell’azienda. Malumori da parte dei colleghi, minore attenzione nei confronti dei clienti, perdita di tempo e di energie per la sostituzione dell’impiegato malato.

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L’Erasmus School of Economics di Rotterdam ha analizzato i dati di 15 paesi europei nell’arco di tempo che va dal 1992 al 2001, rispetto proprio le assenze dal lavoro per cause di malattia. Il quadro che emerge è molto variegato e si presta di fatto a molteplici interpretazioni. Così come variegati sono i fattori presi in esame per restituire un quadro d’insieme esaustivo. Generalmente sembrano essere le donne e i giovani le categorie che più frequentemente si assentano dal lavoro perché malati, anche chi ha un livello d’istruzione più basso si assenterà maggiormente.
Molto importante in questa rilevazione è la percezione soggettiva del proprio stato di salute; ecco perché chi dichiara di godere di una buona salute si ammalerà l’8,5% in meno di chi si lamenta per il proprio stato psico-fisico. Chi vive in famiglie numerose, con sei membri, si assenterà più spesso così come coloro che vivono in coppia, rispetto i single o alle famiglie con soli tre membri. Presi i Paesi singolarmente si percepiscono differenze sostanziali, spesso contraddittorie tra di loro. La Danimarca ha il tasso di assenteismo per malattia più basso in Europa, anche se sembrano proprio coloro che vantano un’istruzione superiore ad ammalarsi più frequentemente.
Questo trend lo si riscontra anche nei Paesi quali l’Olanda, il Belgio e la Finlandia dove un lavoratore soddisfatto si assenterà di meno che uno insoddisfatto. Tendenza assolutamente contraria in Italia invece che vede proprio coloro che si dichiarano felici del loro lavoro ammalarsi più spesso.

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Per ridurre le distanze tra i cittadini e l’Unione Europea è stata promossa dall’Associazione TIA Formazione internazionale in collaborazione con il Centro studi, documentazione e formazione sull’Unione Europea (CESUE) un’iniziativa molto interessante per dare più spazio alle proposte dei giovani.
Il “Vecchio Continente” si vuole quindi confrontare con i giovani e dare loro la possibilità di partecipazione. Nasce così la sfida lanciata dai promotori del 1° Bando MICE 2012, che si intitola “ Migliorare l’informazione e la comunicazione europea”. All’iniziativa hanno aderito 50 giovani, laureati o laureandi del Lazio. Inoltre era presente il Presidente della Repubblica e il Patrocinio del Ministero degli Affari Europei. L’evento si è svolto il 16 e 17 febbraio nella capitale presso Spazio Europa, sede dell’Ufficio per l’Italia del Parlamento europeo e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. I 50 giovani ragazzi del Lazio hanno avuto l’opportunità di confrontarsi in modo diretto con il tema dell’informazione e della comunicazione delle istituzioni europee. Grazie a questa iniziativa i giovani hanno potuto esprimere i loro pareri, i punti critici e carenti, e hanno formulato proposte e idee per migliorare l’efficacia delle istituzioni.
Durante la prima giornata erano presenti professori e rappresentanti delle istituzioni europee, mentre la seconda giornata ha visto la partecipazione di giornalisti, parlamentari italiani ed europei, che hanno avuto modo di confrontarsi e dialogare.
L’obiettivo principale di queste due giornate è stato quello di rendere le istituzioni europee un’entità più vicina ai cittadini e ai loro problemi, combattendo l’idea comune di entità astratta e lontana, distante dai problemi reali dei cittadini dell’UE. Da questa consapevolezza e dalla mancanza di interesse nei confronti delle vicende dell’UE da parte dei giovani in Europa è nata l’idea del Bando MICE 2012.
