Archivio per il 'Formazione & Lavoro' categoria

Costo del lavoro in crescita

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Ancora brutte notizie riguardanti il mondo del lavoro: questa volta a generare nuove preoccupazioni è un documento redatto dal Centro studi di Confindustria, “Le sfide della politica economica”, che tocca tra gli altri il tema del costo del lavoro per unità di prodotto. Se in Italia si fa fatica ad attirare gli investimenti esteri è proprio perché il Clup continua a crescere. Confindustria stima che nel 2012 salirà del 2%, contro l’incremento dello 0,8% nel 2011. Il motivo è da ricercarsi sia nella riduzione del tasso di competitività del Paese, -0,8%, che nell’aumento di un...

Cervelli in fuga

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Si sente tanto parlare di cervelli in fuga, ma chi sono nello specifico questi giovani, speranza per il Paese che si recano all’estero per lavorare? L’Istat ha fotografato la situazione sui cittadini italiani residenti all’estero, ricerca che è stata presentata dal Presidente Enrico Giovannini al Senato al Comitato per le questioni degli italiani all’estero. Quello che emerge è che dal 2001 al 2010 sempre più italiani laureati si sono spostati all’estero, passando dall’8,3% al 15,9%. Più si studia, più sono alte le probabilità che il laureato poi vada via. Specialmente coloro i quali hanno concluso...

Start me up!

© olly - Fotolia

Si è svolta il 30 e 31 marzo a Cortina la 25° edizione del Meeting dei Giovani Imprenditori di Confindustria del Nord-Est. L’incontro è stato organizzato da Giovani Imprenditori (G.I.) delle regioni del Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Quest’anno il meeting era di particolare importanza a causa del periodo di crisi economica che il nostro Paese sta attraversando. Un argomento che attualmente occupa le testate dei nostri giornali e che anche il governo in carica cerca di fronteggiare al meglio è proprio quello sulla situazione dei giovani in Italia. Il...

Rapporto in crisi: giovani e auto

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Cambiano le generazioni, cambiano le mode, cambiano le abitudini. E lo sanno bene le aziende che vogliono mantenere buoni risultati nelle vendite, come la General Motors che in America ha iniziato una particolare collaborazione: quella con Mtv. Dai recenti studi emerge infatti che negli Stati Uniti i giovani dimostrino sempre meno interesse per le macchine, preferendo a queste una connessione a internet, addirittura il 46%. Nel 2008 solo il 46,3 % dei ragazzi in età da patente l’ha presa, mentre dieci anni prima era il 64,4%. Ecco che allora GM si affida a tecniche di...

“Giovani ad alta definizione”

© Maksym Yemelyanov - Fotolia

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È prevista il 10 marzo a Roma una conferenza dal titolo “Giovani ad alta risoluzione”. L’evento è stato organizzato dalle associazioni “20 maggio Flessibilità sicura” e “Lavoro & Welfare Giovani” insieme ai Giovani Democratici e vedrà coinvolte 30 associazioni giovanili e di precari che formuleranno delle proposte per il mercato del lavoro cercando delle soluzioni concrete per migliorare la situazione lavorativa precaria tra i giovani.

Alcune delle proposte sono le seguenti: ridurre i contratti a tempo determinato e superare alcune forme di contratti precari, creare contratti di lavoro non più autonomo per le attività manuali ed esecutive e tutelare maggiormente le donne in caso di maternità. L’evento avrà luogo allo Spazio Informale al Circo Massimo a Roma. Le 30 associazioni coinvolte rappresentano circa 120.000 giovani e precari italiani. L’obiettivo è quello di formulare proposte concrete che verranno poi presentate al governo Monti.

Le associazioni in questione finora non sono state consultate e non considerate come interlocutori dall’attuale governo. Ecco come mai è nata quest’iniziativa, che vuole esporre delle proposte concrete per migliore la situazione lavorativa dei giovani in Italia. Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha recentemente dichiarato che la riforma del lavoro sarà pronta entro fine marzo. Il lavoro e i giovani precari sono tra i problemi più spinosi da risolvere per il governo tecnico, che cerca di risollevare il paese dalla crisi economica e finanziaria. Per ora le risposte dell’attuale governo al problema della situazione lavorativa giovanile vengono definite dalle associazioni giovanili inefficaci e non esaustive. Per questo motivo hanno deciso di riunirsi ad una tavola rotonda, portando a conoscenza i dati sulla quantità e condizioni sociali dei lavoratori, elaborati da un comitato scientifico. Questi dati faranno da supporto alle proposte, che verranno in seguito presentate al governo Monti e che riguardano anche l’Articolo 18.

Teenager e consumo di alcol

Le statistiche sui giovanissimi e sulle loro abitudini riempiono pagine di quotidiani e riviste, riportando l’attenzione sui pericoli che incorrono e sulle loro insoddisfazioni. Tipico dell’età giovanile è logicamente la voglia di sperimentare, legata spesso a una valutazione dei rischi più bassa rispetto a quella degli adulti. Non cambiano neanche le dinamiche che s’innescano tra gruppi di adolescenti o pre-adolescenti.

© visivasnc - Fotolia

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Secondo uno studio condotto dall’Osservatorio epidemiologico sulle dipendenze patologiche dell’Ausl di Bologna e condotto nelle scuole della provincia, il quadro che emerge tende a sottolineare una minore propensione dei giovanissimi alle droghe e un triste aumento del consumo di alcol. 869 sono stati i giovani intervistati e di questi il 97% ha ammesso di essere stato in posti dove si consuma alcol, il 44% in ambienti dove si assumono droghe. A tredici anni solo l’1% ha già provato delle sostanze stupefacenti, a sedici la percentuale sale vertiginosamente al 34%.

Tredici anni è anche la media per il primo drink e tra gli intervistati, ragazzini tra i tredici e i sedici anni, un terzo ammette di essere molto legato all’alcol, l’8% ritiene necessario moderarsi e la stessa percentuale riguarda anche chi ha bevuto alcolici negli ultimi 30 giorni. È emerso anche che il 6% dei tredicenni abbia già consumato alcol, il 22% dei quattordicenni, il 36% dei quindicenni e la metà dei sedicenni. I dati raccolti tra l’altro non sono neanche i più allarmanti, dal momento che le medie nazionali ed europee raccontano un quadro decisamente più preoccupante.

Fatto sta che anche questa rilevazione segue la tendenza riscontrata anche altrove e che richiede quindi politiche di ascolto e d’impegno da parte delle amministrazioni locali per un supporto e un controllo maggiore.

Societá & politica

Giovani in politica? In Italia sembra essere quasi un tabù. Tutti i sondaggi confermano che la fiducia nei partiti non ha finora ancora mai raggiunto un punto così basso come oggi. Cosa rende l’ingresso dei giovani in politica così difficile?
I politici italiani sono molto legati alla loro poltrona e non la vogliono perdere. L’unico obiettivo della casta dei politici sembra a volte quello di voler continuare a occupare le istituzioni, nonostante ci sia una grande insoddisfazione da parte dei cittadini. La politica e la società sembrano essere due entità chiuse che non dialogano tra loro e il divario cresce sempre di più. Il sistema perde credibilità di giorno in giorno, ma quando arriverà la svolta?

© lapas77 - Fotolia

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Fausto Raciti dei Giovani Democratici, la giovanile del PD, uno dei pochi che è riuscito ad entrare in politica senza raccomandazioni e senza il metodo di cooptazione, spiega quali sono i problemi. Lui ha 27 anni, ha iniziato come militante a Acireale ed è poi diventato il segretario del suo circolo lavorando a stretto contatto con gli studenti.

Poi si é trasferito a Roma ed ha organizzato il movimento studentesco a livello nazionale ed è stato eletto a all’età di 22 anni segretario nazionale della Sinistra Giovanile. Sulla situazione dell’ingresso dei giovani in politica spiega che è difficile farsi strada da soli. Il metodo di cooptazione per la scelta dei nuovi membri di un organo da parte dell’organo stesso è un fenomeno molto diffuso in Italia. La legge elettorale vigente purtroppo non aiuta ad abbandonare questo metodo non democratico. Per consentire a tutti di fare politica basterebbe applicare l’articolo 49 della Costituzione Italiana. Volgendo lo sguardo non solo alla politica, ma a tutto lo stato attuale del nostro Paese, basterebbe applicare più meritocrazia per rendere l’Italia un paese più democratico e per dare ai giovani più spazio.

Il master sulla mobilità sostenibile

Inizia in questi giorni la sesta edizione del “Master sull’automobile” a Roma. Il master, promosso dal centro studi Fleet & Mobility e da un pool di aziende leader, offre un’opportunità di formazione per 15 giovani specialisti del settore automobilistico. Il percorso formativo dura 8 mesi, suddiviso in 4 mesi di lezioni, 3 di stage e 1 dedicato alla ricerca. Il master darà una reale opportunità ai giovani con questo tipo di formazione di entrare nel mondo del lavoro. Infatti i dati riguardanti le precedenti edizioni confermano che il 100% degli studenti hanno trovato subito un’occupazione.

I principali sbocchi lavorativi sono nel settore marketing, re-marketing (quindi dei veicoli usati) e commerciale all’interno di società che si occupano del noleggio di autovetture e dell’automotive. La formazione in aula si dedica soprattutto alle materie dell’impresa, quindi analisi e statistiche di mercato, relazioni interne e marketing, e poi agli aspetti specifici del settore, ovvero assicurazioni, mobilità, energia e petrolio ecc. Quest’anno il master sarà caratterizzato da una grande novità: la mobilità sostenibile. Questa materia darà agli allievi l’opportunità di approfondire le soluzioni possibili per ridurre le emissioni e i consumi delle autovetture, quindi veicoli elettrici e ibridi, mobilità urbana, car sharing, parcheggi e mobilità multi-modale e infine anche le innovazioni tecnologiche dell’auto elettrica, che nel 2012 ha vissuto un boom sul mercato automobilistico internazionale.

© Eduard Härkönen

© Eduard Härkönen

Con l’arrivo della mobilità sostenibile si sono aperti nuovi orizzonti e sono stati introdotti nuovi posti di lavoro in un mercato sempre più competitivo. Per questo motivo è importante la formazione di giovani specializzati in automobili e nella mobilità sostenibile.

Il direttore di Fleet&Mobility, Pierluigi del Viscovo, ha evidenziato la necessità di formazione di nuove risorse qualificate. Inoltre ha dichiarato di ricevere numerose proposte di stage da parte di aziende. Questo confermerebbe il forte interesse delle persone che operano nel settore automobilistico verso giovani preparati.

Laurea e Impiego

La chiave del successo lavorativo dipende in parte anche dalla scelta consapevole dell’indirizzo di studio più consono alle proprie inclinazioni. Fattore decisivo risulta essere però anche lo sbocco in termini occupazionali e il guadagno percepito a distanza dal conseguimento della laurea.

© Antonio Gravante - Fotolia

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In questo senso Almalaurea s’impegna da tempo a fornire un quadro quanto più esaustivo rispetto la situazione dei singoli atenei italiani, con relativi dati percentuali sulla sorte dei loro ex studenti. Il prossimo otto marzo alla Sapienza sarà presentato il nuovo report sulla situazione universitaria italiana, che andrà a confermare o smentire le tendenze degli anni passati.

In linea di massima infatti il tasso di disoccupazione più alto spetta alla facoltà di Lingue con percentuali che vanno dal 15,8 al 16,7%. Anche Conservazione dei Beni culturali sembra offrire pochi sbocchi reali nell’economia odierna con un tasso di disoccupazione che arriva al 15,2%, seguita da Lettere e Filosofia con il 14,9%. I medici trovano il posto di lavoro con maggiore facilità tra tutti i laureati italiani con un tasso di disoccupazione molto basso, il 2%. Segue la Scuola superiore d’interpreti con il 2,5%, Farmacia con il 2,7%, Ingegneria con il 2,9% e Architettura con il 4,8%.

La classifica sembra trovare conferma anche in quelli che sono gli stipendi dei laureati nelle diverse discipline; i medici guadagnano dopo cinque anni dalla laurea sopra i 2000 euro, gli ingegneri sopra i 16000 euro, i farmacisti sopra i 1400 euro. Per i fortunati che hanno conseguito la laurea in Lingue e che hanno trovato lavoro, principalmente nel settore dell’istruzione o del commercio, lo stipendio sarà sopra i 1500 euro.

Sono dati che fotografano il collocamento dei laureati nel mercato del lavoro italiano che, nonostante i venti di crisi, lascia intravedere una ripresa delle assunzioni nel settore della finanza e dell’industria.

Apprendistato

Una forma antichissima di contratto di lavoro sembra voler tornare in auge nel prossimo futuro; parliamo del contratto di apprendistato. Dal Medioevo ad oggi infatti i giovani apprendisti hanno sempre lavorato nelle aziende che offrivano questo tipo di assunzione, oggi si riparte proprio dall’apprendistato come forma di lavoro qualificante e meno precaria tra tutti i contratti di lavoro a tempo determinato.

© Robert Kneschke - Fotolia

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I concetti di base del contratto di apprendistato partono dal fatto che esso debba assicurare al giovane un periodo di formazione adeguato con una retribuzione ridotta rispetto a quella degli assunti più qualificati. I vantaggi per le aziende che scelgono di assumere come apprendisti i giovani e i meno giovani sono di carattere fiscale, possono comunque licenziare senza gli stessi vincoli giuridici che avrebbero con un assunto indeterminato e ricevono contributi nel caso vogliano assumerlo in pianta stabile.

Stando ai dati i giovani che sono passati da apprendisti a impiegati veri e propri sembrano confermare che l’apprendistato sia la porta d’ingresso più sicura alla volta del posto fisso. Secondo le cifre comunicate dal rapporto Isfol infatti nel 2010 gli apprendisti che sono passati a contratti a tempo indeterminato sono aumentati del ben 12%, nonostante la crisi. Nel Nord l’11,7% in più, nel Centro il 19,6% in più e nelle Regioni meridionali il 5,4%.

Per il momento la maggior parte degli sbocchi dei contratti di apprendistato riguarda quelle aziende a carattere artigianale, anche se si piazza molto bene il settore del commercio. Sono le ragazze a primeggiare nella classifica degli apprendisti che si vedono trasformare il contratto determinato in indeterminato e maggiori chances le avranno anche gli ultracinquantenni, per i quali sarà possibile reintegrarsi nel mondo del lavoro, grazie a questo tipo di contratto.